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Storia del turismo in Penisola Sorrentina

06 maggio 2010 | Nessun commento

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Dal Gran Tour ad oggi

La penisola Sorrentina si presenta come un’area a grande vocazione turistica sin dall’antichità: imperatori e nobili romani e poi sovrani angioini e aragonesi, nonché artisti e poeti, quali Goethe, Nietzsche, Wagner, hanno scelto questa zona per le loro vacanze contribuendo ad accrescere quel mito di una bellezza superlativa, mai smentito e confermato nel corso dei tempi.

Cos’è che ha spinto per secoli, da ogni angolo d’Europa e perfino da oltreoceano, un numero così alto di artisti, poeti, musicisti, a visitare questi luoghi e a soggiornarvi in ogni stagione dell’anno?

Il mito della Penisola Sorrentina deve molto già ai nobili romani che in età imperiale vollero eleggere a dimora questo tratto di costa, tra Stabile e Capo Minerva, come testimoniano i resti delle dimore patrizie disseminati nei punti più suggestivi.
Ma tale mito si consolida soprattutto alla fine del Settecento, secolo durante il quale l’Europa aristocratica fu rapita dalla passione per l’antichità ed il classicismo. Furono i primi viaggiatori dell’età moderna a conoscere e a propagandare la bellezza della Penisola Sorrentina.

Nei diari di viaggio e nelle loro lettere raccontarono al resto del mondo le meravigliose avventure vissute e descrissero l’incanto della natura che li circonda: le sterminate colture di agrumi e di frutta, abbondanti in ogni stagione, il clima sempre dolce, le delizie di una cucina fatta di pietanze semplici che apparivano loro preziose ed esotiche.

Il viaggio culturale nella Penisola Sorrentina si rivelò un’esperienza destinata a lasciare un segno profondo nella loro vita e nel loro lavoro artistico. Le pagine scritte da Goethe, Dickens, Nietzsche e altri, fecero conoscere a tutta l’Europa cosa si nascondeva in quell’angolo di terra, fino ad allora sconosciuto.

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